La nostra coltivazione di cereali si è concentrata sul recupero del cereale più antico al mondo, il farro, ed in particolare di due varietà monococco e spelta.

Il monococco, detto farro piccolo, è il primo cereale ad essere stato coltivato e utilizzato dall’uomo oltre 10.000 anni fa. É una specie tipicamente mediterranea, molto presente anche in Italia e che, per migliaia di anni, ha costituito la base della dieta delle popolazioni agricole. Il monococco, per incroci spontanei con altre specie di Triticum, ha dato origine a gran parte dei frumenti oggi conosciuti (dicocco, frumento duro, frumento tenero e altri). Ed è per questo che possiamo, senza dubbio, definirlo “il padre di tutti i frumenti”. La sua coltivazione è stata quasi abbandonata durante l’Età del Bronzo (4-5000 anni fa), quando gli agricoltori iniziarono a utilizzare altre specie di frumenti più facile da coltivare e con maggiori rese. Sotto il profilo nutrizionale il monococco è particolarmente ricco di antiossidanti e presenta:

  • un contenuto proteico superiore;
  • un più elevato contenuto di ceneri e microelementi;
  • una bassa presenza di acidi grassi saturi;
  • un minor contenuto in amido e una migliore digeribilità;
  • una più elevata presenza di antiossidanti e pigmenti gialli;
  • un più alto contenuto di vitamina E.

Ricercatori dell’Isa-Cnr e Ibp-Cnr hanno dimostrato che la varietà antica di farro contiene un glutine più digeribile rispetto al grano tenero e potrebbe essere adatto per soggetti sensibili a questa sostanza. Lo studio è pubblicato su Molecular Nutrition and Food Research e apre nuove prospettive di prevenzione della celiachia.

L’altra varietà di farro su cui si è concentrata la coltivazione è il farro spelta (Triticum spelta) detto anche farro grande, è una varietà antichissima di farro, derivante dal frumento e probabilmente originaria dell’Asia sud-occidentale, a partire dalle specie Triticum dicoccum (farro medio) e Aegilops squarrosa (pianta erbacea annuale). Fra tutte le specie di farro, la spelta è quella che si avvicina di più (anche dal punto di vista genetico) al grano tenero: presenta una spiga sottile e prolungata, di colore rossastro, con una ventina di piccole spighe dette rachidi. Ogni rachide contiene 2-3 chicchi di farro, coperti dall’involucro protettivo detto gluma. Il farro spelta cresce bene su terreni soleggiati, anche se aridi; la resa tuttavia è piuttosto bassa, quindi nel corso del tempo la coltivazione del farro grande è stata gradualmente sostituita da colture di cereali più redditizie.

La sua importanza era tale che persino nella Bibbia se ne trova menzione, tra i 7 cereali originali. Tramite scambi commerciali con le zone natie, specialmente Turchia ed Egitto, il farro spelta è giunto in Europa: alcuni siti archeologici in Austria hanno portato alla luce semi di questa varietà, datati 14.000 a.C. Successivamente, il farro grande è entrato nell’alimentazione dell’antica Roma e nel corso del Medioevo la val Padana ha coltivato estensivamente questo cereale.


In passato era coltivato in Germania, Francia e Svizzera: soprattutto i tedeschi, all’inizio del Ventesimo secolo, utilizzarono largamente la spelta per la produzione della birra. La coltivazione dello spelta è decisamente inferiore a quella del farro medio ed è poco diffusa in Italia.
Il farro spelta contiene elevate quantità di glutine e fibre: la sua farina ha sapore intenso, colore scuro ed è impiegata nella preparazione di biscotti, pane rustico e una particolare birra. 

L’altra varietà di farro su cui si è concentrata la coltivazione è il farro spelta (Triticum spelta) detto anche farro grande, è una varietà antichissima di farro, derivante dal frumento e probabilmente originaria dell’Asia sud-occidentale, a partire dalle specie Triticum dicoccum (farro medio) e Aegilops squarrosa (pianta erbacea annuale). Fra tutte le specie di farro, la spelta è quella che si avvicina di più (anche dal punto di vista genetico) al grano tenero: presenta una spiga sottile e prolungata, di colore rossastro, con una ventina di piccole spighe dette rachidi. Ogni rachide contiene 2-3 chicchi di farro, coperti dall’involucro protettivo detto gluma. Il farro spelta cresce bene su terreni soleggiati, anche se aridi; la resa tuttavia è piuttosto bassa, quindi nel corso del tempo la coltivazione del farro grande è stata gradualmente sostituita da colture di cereali più redditizie.

La sua importanza era tale che persino nella Bibbia se ne trova menzione, tra i 7 cereali originali. Tramite scambi commerciali con le zone natie, specialmente Turchia ed Egitto, il farro spelta è giunto in Europa: alcuni siti archeologici in Austria hanno portato alla luce semi di questa varietà, datati 14.000 a.C. Successivamente, il farro grande è entrato nell’alimentazione dell’antica Roma e nel corso del Medioevo la val Padana ha coltivato estensivamente questo cereale.


In passato era coltivato in Germania, Francia e Svizzera: soprattutto i tedeschi, all’inizio del Ventesimo secolo, utilizzarono largamente la spelta per la produzione della birra. La coltivazione dello spelta è decisamente inferiore a quella del farro medio ed è poco diffusa in Italia.
Il farro spelta contiene elevate quantità di glutine e fibre: la sua farina ha sapore intenso, colore scuro ed è impiegata nella preparazione di biscotti, pane rustico e una particolare birra. 

Questa specie di farro è molto ricca di riboflavina, essenziale al metabolismo energetico del sistema nervoso, di vitamine del gruppo B e di fibre solubili, che riducono i livelli di colesterolo. Contiene circa il 25% in più di proteine rispetto al frumento; siccome contiene glutine, non è adatto ai celiaci. Povero di grassi ma ricco di vitamine e sali minerali, la varietà di farro spelta sazia senza essere calorico; contiene inoltre microelementi quali ferro, manganese, cobalto e rame. Nel germe sono presenti abbondantemente crusca e oli essenziali, che favoriscono la motilità intestinale.

I nostri prodotti della Linea Farro*:

  • Farro monococco decorticato da agricoltura naturale (ideale per zuppe, minestre, insalate fredde)
  • Pasta di farro monococco da agricoltura naturale
  • Farina di farro spelta, da agricoltura naturale, macinata a pietra

*Il farro monococco ed il farro spelta provengono dalle coltivazioni biologiche aziendali certificate e sono ottenuti senza l’utilizzo di concimazioni né fitofarmaci o prodotti chimici di alcun tipo; la decorticazione, la molitura e la pastificazione artigianale vengono effettuate presso soggetti terzi che ancora non possiedono la certificazione biologica.