22 Marzo 2019

“Or che i sogni e le speranze si fan veri come fiori…”

“Or che i sogni e le speranze si fan veri come fiori,

sulla Luna e sulla Terra fate largo ai sognatori!”

(Gianni Rodari)

Il primo articolo di questo blog è dedicato a noi, alla nostra testardaggine e alla nostra passione, volti alla realizzazione di un sogno. Usare, oggi, questa parola non solo sembra anacronistico ma può suscitare ilarità e insofferenza in quanti, ormai, hanno smesso di sognare o, forse, non l’hanno mai fatto.

Sono passati più di cinque anni da quando tutto è iniziato ed il percorso è stato sempre in salita, comportando grandi sacrifici personali, lavorativi ed economici. Ma in questo periodo trascorso, la convinzione di essere nel giusto, la voglia di far valere i propri diritti, la capacità di non voler sprofondare nella palude della rassegnazione/indifferenza, ci hanno spinto ad andare oltre e a credere, ogni giorno di più, in quello che stiamo facendo.

La “terra”, per decenni bistrattata e abbandonata, oggi può essere vista in un’ottica nuova, cercando di svilupparne tutte le potenzialità utili anche ad “inventare” nuove realtà imprenditoriali, in grado di unire tradizione e innovazione. Se vogliamo che i giovani rimangano, che ritornino alla terra, nei nostri paesi, bisogna dare dignità e gratificazione al lavoro del “contadino”.

Il nostro “modello” di azienda, nato per la coltivazione di piante officinali (che hanno accompagnato l’uomo per tutto il corso della sua storia) e che ben si presta anche alla coltivazione di cereali antichi, con i dovuti accorgimenti può essere adattato ad altre filiere agricole in ogni zona d’Italia. Seguendo i principi di trasparenza, sostenibilità ed etica, curando ogni dettaglio dell’intero ciclo produttivo, siamo stati la prima azienda in Campania a realizzare una filiera corta (produzione-trasformazione-commercializzazione) dedicata esclusivamente alle piante officinali.

Forse anche per questo, negli ultimi mesi, stiamo ricevendo numerose richieste di persone intenzionate ad avviare aziende agricole che ci chiedono consigli e vengono a visitarci.

C’è aria di cambiamento ed è questo il momento di agire, di informare, di formare per riuscire a costruire un nuovo modello di economia agricola, partendo dalle aree rurali interne perché è qui che si avverte maggiormente il senso di abbandono, ma è sempre qui che il senso di appartenenza alla propria terra emerge in maniera più prepotente e conflittuale.

Andare via o restare e osare? La nostra esperienza ci dice di restare, perché nonostante le diverse e numerose difficoltà, la terra oggi rappresenta la libertà ed è dalla terra e da chi la coltiva che deve partire il cambiamento.

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