28 Gennaio 2022
Nella foto sono rappresentati quattro prodotti biologici

Si parla tanto di agricoltura biologica, ma c’è un modo per riconoscere un prodotto biologico? Strano ma vero.

È da un bel po’ di tempo che si parla di agricoltura biologica, di prodotti biologici e ancora
oggi abbiamo paura di cadere in qualche trappola il cui profumo si avvicina molto alla
parola ‘truffa’. Pertanto, come riconoscere un prodotto biologico?
Innanzitutto, cosa si intende per agricoltura biologica? 
Il termine “agricoltura biologica” indica un metodo di coltivazione e di allevamento che
ammette solo l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’utilizzo di
sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi). Per riconoscere un prodotto
biologico dobbiamo soffermarci sull’etichettatura e sul nuovo logo europeo, entrato in
vigore il 1° luglio 2010. Il logo europeo, realizzato da uno studente tedesco Dusan
Milenkovic
, rappresenta una foglia stilizzata disegnata con le stelline dell’unione europea.

1. Il logo europeo si DEVE apporre ai prodotti chiusi confezionati ed etichettati, con
una percentuale prodotto di origine agricola bio di almeno il 95%.
2. Il logo europeo è FACOLTATIVO nei prodotti con le stesse caratteristiche ma
provenienti da paesi terzi.

Il logo europeo è PROIBITO nei prodotti con un % bio inferiore al 95%.
In base al terzo punto, accanto al logo europeo dovranno essere presenti le seguenti
informazioni:
– le indicazioni indispensabili per identificare la nazione
– il tipo di metodo di produzione
– il codice dell’operatore
– il codice dell’organismo di controllo preceduto dalla dicitura: Organismo di controllo
autorizzato dal Mi.P.A.A.F
Se si vuole avviare un’azienda agricola biologica, gli adempimenti burocratici e
amministrativi si moltiplicano (oltre a quelli obbligatori per tutte: igiene e
tracciabilità/rintracciabilià dei prodotti –HACCP; sicurezza sul lavoro –DVR; medico del
lavoro; utilizzo dei mezzi agricoli; utilizzo dei fitofarmaci; smaltimento dei rifiuti;

adempimenti specifici a seconda delle colture/allevamenti, etc…), in quanto bisogna
rispettare una serie di regole più stringenti che consentono all’impresa di acquisire il titolo.
L’imprenditore agricolo professionale che decide di produrre con metodo biologico, deve
seguire una procedura ben precisa, al fine di ottenere la relativa certificazione e
autorizzazione alla produzione. Per dedicarsi alla coltivazione o all’allevamento biologico,
occorre essere convenzionati ad un organismo di controllo riconosciuto dal Ministero
Agricoltura e Foreste
. Nel caso si voglia definire solo una porzione della propria azienda
destinata all’agricoltura biologica, tale unità produttiva deve rispettare determinati
parametri ovvero delimitazione e separazione della parte dal resto dell’azienda attraverso
l’uso di siepi o filari, impossibilità di coltivare prodotti uguali sia nella parte biologica che
non biologica.
Una volta effettuata la definizione dell’area riservata all’agricoltura biologica, l’imprenditore,
tramite soggetti autorizzati, deve effettuare una Notifica al Ministero, utilizzando un
sistema informatico. Tale procedura, va eseguita solo una volta, e serve come una specie
di iscrizione, se vi sono variazioni aziendali, occorre, presentare una nuova notifica.
Una volta presentata la Notifica al Ministero, l’impresa agricola deve iniziare il processo di
“Conversione” dalla durata di 3 anni ovvero per due raccolti consecutivi. Solo al termine di
questa fase, e solo se si sono rispettate le disposizioni previste dal Regolamento CEE, la
produzione dell’azienda agricola
può essere definitivamente definita “Biologica”. 
Ogni anno l’azienda deve compilare e trasmettere alle autorità competenti, il Piano
Annuale di Produzione (PAP), contenete i dati riferiti alla produzione biologica preventivata
per l’anno in corso.
Inoltre, l’azienda deve compilare dei documenti obbligatori inerenti tutte le attività svolte.
Su questi registri forniti dall’organismo di controllo: documenti obbligatori in cui l’azienda
deve annotare tutte le lavorazioni effettuate in campo, il numero e le tipologie di prodotti
che ha trasformato, eventuali materie prime acquistate, le vendite, le giacenze, etc… E’
inoltre obbligatorio, conservare copia delle fatture di acquisto e vendita. Tutta la suddetta
documentazione, viene fornita direttamente dagli Organismi di Controllo.
Tutti i prodotti venduti sia in fase di conversione che di azienda agricola biologica, devono
essere identificati, attraverso la partita di prodotto e il produttore. I prodotti biologici devono
essere quindi accompagnati da un’apposita documentazione biologica che attesti le loro
caratteristiche e le quantità del prodotto. Anche in questa fase è l’Organismo di Controllo a
fornire la documentazione.

Ogni anno l’Organismo di Controllo effettua una o più visite ispettive presso l’azienda
agricola per verificare il corretto svolgimento delle attività secondo le normative previste
dal biologico, per prelevare campioni, verificare la documentazione, etc…
Nel caso vengano riscontrate irregolarità con quanto previsto dalla legge, l’azienda può
essere soggetta a “diffide” fino all’espulsione dal sistema del biologico, a seconda della
gravità.
State ancora leggendo?!?
Ricordate tutto questo quando acquistate un prodotto bio…e rispettate i piccoli produttori
che si accollano tutta questa burocrazia e adempimenti per garantirvi un prodotto
certificato!
P.s. Ovviamente tutti gli adempimenti di cui sopra comportano dei costi per
l’azienda…anche abbastanza importanti.

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